Beni comuni

Articolata e costante è l’attenzione riservata dalla Fondazione all’ambito di ricerca e di approfondimento dedicato ai “beni comuni”, in relazione alla loro tutela e al loro uso sostenibile e democratico. In questo ambito rientrano le attività dedicate ai patrimoni culturali, all’ambiente, alla comunicazione, ai diritti di cittadinanza, al ruolo degli Istituti culturali, ai processi di informatizzazione e di digitalizzazione, alla bioetica e alla biopolitica.

Sono campi in cui l’attività di ricerca della Fondazione si è aperta ai saperi tecnico-scientifici, alle loro interazioni con le tradizioni umanistiche, le politiche pubbliche nazionali e internazionali e i processi di costruzione della cittadinanza democratica. L’interesse della Fondazione verso le culture tecnico-scientifiche risale agli anni ottanta, ha origine negli studi sulla storia dell’ambiente e si e poi esteso ai temi del rapporto scienza e istituzioni, alla bioetica, alle relazioni tra storia e natura.

In particolare sui patrimoni culturali l’attività scientifica riguarda i beni archivistici e librari, le culture materiali e immateriali. La rete di collaborazione comprende, tra gli altri, l’Associazione degli istituti di cultura italiani (AICI), la Scuola di specializzazione in Beni Demoetnoantropologici della “Sapienza” Università di Roma, Istituto Centrale per i Beni sonori e audiovisivi, Scuola di specializzazione in Beni Demoetnoantropologici delle università di Perugia, Siena, Firenze, Milano Bicocca, Torino.

Ricca anche l’iniziativa sui temi dell’ambiente con la realizzazione di progetti di ricerca a carattere storico sulle fonti (archivistiche, documentarie, librarie e saggistiche), sulle culture ambientaliste ed ecologiste. La rete di collaborazione comprende, tra gli altri, la Legambiente, il WWF, il Centro documentazione ecologica, Italia Nostra, le istituzioni pubbliche, il mondo della scuola e dell’università. la Fondazione è inoltre tra i promotori dell’Osservatorio popolare sull’acqua bene comune costituito nel 2014  in collaborazione con il Forum italiano dei movimenti per l’acqua.

Tra i progetti programmati si segnala  il percorso di ricerca su Patrimonio culturale, ambiente e paesaggio orientato a intervenire su tre piani: le politiche pubbliche, le reti di condivisione e monitoraggio, la formazione. Il percorso intende affrontare i temi della riforma del Titolo V della Costituzione italiana, della riforma del MIBACT, delle politiche energetiche, della “eccezione culturale” italiana come possibile chiave di un ruolo leader del nostro paese in Europa. Si sta valutando anche la possibilità di creare una piattaforma di ricerca dei movimenti e delle associazioni ed è in programmazione un convegno di studi che affronterà le diverse tematiche della formazione all’interno di una visione unitaria del paesaggio, del patrimonio culturale, dell’ambiente e del territorio.

Tra i più recenti progetti realizzati in questo ambito di ricerca e approfondimento ci limitato a ricordare: il pluriennale percorso di ricerca a carattere interdisciplinare Beni comuni: un approccio teorico e sperimentale (i cui risultati sono stati pubblicati in un volume degli Annali); la partecipazione al progetto ICTEthics An Interdisciplinary Approach for Addressing Ethical, Social and Legal Aspects of ICT in collaborazione con l’International Forum for BIO Philosophy, University of Leads e University of Lancaster; il progetto Beni comuni e ambiente in collaborazione con la Tavola valdese; la giornata di studio La democrazia dell’acqua e dei beni comuni (marzo 2014); i seminari di studi antropologici sul patrimonio culturale

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