Gli incontri di studio del 2007
1. Sfera pubblica: significati, ambiti, problemi (giovedì 18 gennaio 2007, ore 14-19)
Non si dà democrazia senza un adeguato sviluppo della sfera pubblica e viceversa. Nella sfera pubblica si formano e si esercitano i diritti: è in questa e di questa che, grazie ad argomentazioni razionali, vivono la democrazia, il pluralismo, l’incontro e il confronto con le differenze. Oggi siamo di fronte a un progressivo indebolimento della sfera pubblica e ad una crescita ipertrofica delle varie forme di privatismo: dal diritto all’economia, lo sviluppo del fenomeno che è stato chiamato "commodification" ha messo al centro degli scambi sociali il carattere individuale e privato su cui si basa ogni forma di contratto, riproponendo – di conseguenza – una sorta di generalizzazione del contrattualismo. Con questo incontro ci si propone di ripensare e ridefinire il ruolo della sfera pubblica come risultato di pratiche e processi sociali, come un’attività in continua ridefinizione e strettamente connessa alle trasformazioni storico-sociali della sfera privata. Quali sono i processi istituzionali e le pratiche intersoggettive che producono la sfera pubblica? Quali sono le risorse soggettive ed istituzionali che favoriscono o impediscono l’accesso alla sfera pubblica? Le polarizzazioni fondamentaliste (conflitti culturali, normativi, identitari) in che rapporto stanno con il consensualismo della democrazia deliberativa? Quali tipi di assetti spaziali favoriscono la riproduzione e l’esercizio della sfera pubblica? Vi sono limiti nel "localismo" e come leggere la "voglia di comunità" diffusa? Quale è il ruolo dei media nella costruzione o distruzione della sfera pubblica? Come si può promuovere l’apprendimento e l’uso dell’argomentazione razionale sia nelle agenzie di socializzazione che nelle istituzioni, nella comunicazione politica e nell’informazione?
Introduzioni: Giacomo Marramao, Ota De Leonardis
Laboratorio: Gabriella Turnaturi, Omar Calabrese
2. I dilemmi della democrazia (giovedì 22 febbraio 2007, ore 14-19)
La democrazia è stata ed è, intrinsecamente, non struttura aproblematica, ma "campo di tensioni" per le quali i soggetti cercano nell’"agorà" collettiva una composizione, mediante dialogo, discorso, argomentazione razionale. Molti fenomeni contemporanei rendono più difficile il funzionamento della democrazia: la complessa governabilità delle società pluraliste, il fanatismo e l’intolleranza, la videocrazia e la formazione di imperi mediatici, la manipolazione dei linguaggi, la politica spettacolo, la messa in questione della capacità di autonomo discernimento degli individui, le difficoltà dei partiti politici a svolgere tradizionali funzioni di mediazione e di sintesi, la diffusione di interessi corporativi in contrasto con l’interesse generale e la complessità della stessa definizione di un’idea di interesse generale, l’aumento delle diseguaglianze e delle ingiustizie, la persistenza di oligarchie economiche e politiche e perfino di plutocrazie, la riproduzione di poteri segreti e perfino criminali. Come si ridefiniscono in questo contesto i comportamenti e i valori della democrazia: il rispetto di sé e degli altri, la dignità della persona umana, l’umanesimo, l’eguaglianza nella libertà, il rispetto delle differenze, la compatibilità tra mercato e parità dei punti di partenza per tutti, l’inclusione degli esclusi e il sostegno dei deboli, lo stato di diritto, l’innovazione e la crescita nell’equità?
Introduzioni: Gustavo Zagrebelsky, Rita Borsellino
Laboratorio: Laura Pennacchi, Giancarlo Monina
3. Competitività e diritti sociali (giovedì 22 marzo 2007, ore14-19)
A differenza di quanto sostenuto dalle tesi liberiste, esistono ampi margini di complementarità fra competitività e diritti sociali. La complementarità può qualificarsi secondo diverse accezioni. Da un lato i diritti sociali possono essere intesi come un input produttivo per la crescita. Da un altro lato i diritti sociali possono essere concepiti come strumento di compensazione dei costi della crescita. Da un altro lato ancora la tutela dei diritti sociali può essa stessa qualificare la crescita. Inoltre, come coniugare i due termini in una prospettiva di giustizia globale, in cui titolari dei diritti non sono soltanto i cittadini degli stati-nazione dei paesi industriali? E come ripensare, di conseguenza, il disegno stesso delle politiche sociali? L’obiettivo dell’incontro è quello di presentare e discutere alcune possibili risposte in materia.
Introduzioni: Giorgio Ruffolo, Roberto Artoni
Laboratorio: Elena Granaglia, Paolo Bosi
4. Rappresentanza, partiti, governi (giovedì 19 aprile 2007, ore 14-19)
Il regime politico democratico si regge sul principio costitutivo dell’effettività dei poteri popolari. Nel mondo odierno l’accresciuta interdipenza non si accompagna a una maggiore controllabilità da parte dei cittadini dei processi generali, i partiti politici rispondono a logiche autoreferenziali, crescono le relazioni una tantum con diversi che non si conoscono e al tempo stesso la precarietà di molte condizioni di vita può rendere più difficile dedicarsi alla vita pubblica. Dunque, il processo di formazione delle opinioni e delle decisioni collettive è divenuto ancora più complesso e faticoso, così come molto meno lineare appare il rapporto tra forme del diritto e concretezza dei soggetti, a partire dal genere. In questa situazione si ripropongono antichi interrogativi e ne nascono di nuovi. Quale rapporto tra democrazia rappresentativa e democrazia diretta? Governo degli uomini o governo delle leggi? Come si articola la funzione della rappresentanza? Come nasce e si seleziona una classe dirigente? Quale rapporto fra rappresentanza, partiti e istituti di democrazia partecipativa? C’è un futuro per l’art. 49 della Costituzione italiana e gli artt. I-46 e I-47 del Trattato costituzionale dell’Unione europea? Come guardare oggi alla problematica del genere e al rapporto tra rappresentanza e identità di genere? Come ricollocare entro il quadro della rappresentanza la questione delle minoranze?
Introduzioni: Massimo Luciani, Mariuccia Salvati
Laboratorio: Chiara Giorgi, Catia Papa
5. Città e territori: economia, società, partecipazione democratica (giovedì 31 maggio 2007, ore 14-19)
Sempre più le città assumono un ruolo importante nel sistema della sussidiarietà verticale previsto dalla Costituzione europea e da quella nazionale. Alla classica ripartizione stato-regione-provincia-comune si aggiunge, con dimensioni di rilievo strategico e parzialmente autonomo, quella della città, dei sistemi di città, delle reti di città. Questa posizione oggettivamente centrale delle città è continuamente costretta a misurarsi da un lato con tensioni e contraddizioni - da nuovi modi della rappresentanza a nuove questioni urbane: immigrati, casa, assetti fisico-sociali – dall’altro con la capacità di esercitare una reale egemonia. Ovvero: la città deve conquistarsi visibilità ma anche "sguardo" sulle cose, leadership ma anche consenso, capacità di innovazione ma anche attitudine alla sollecitazione di un nuovo spirito cooperativo. E ciò significa diventare centrali nel governo dei flussi comunicativi, nel generare e gestire conoscenza, nel diventare punto di riferimento internazionale in una serie di settori cruciali. Oltre che nelle iniziative culturali "classiche" (eventi culturali, specie in campo musicale o delle arti visive), questa centralità si mostra nell’abilità di valorizzare buone pratiche proprie ed altrui, nello sperimentare modelli innovativi, specie per quanto riguarda forme di democrazia deliberativa, nel perseguire con rigore obiettivi di qualità sociale e territoriale.
Introduzioni: Arnaldo Bagnasco, Nadia Urbinati
Laboratorio: Gabriella Bonacchi, Giovanna Grignaffini
6. Giustizia globale e diritti oltre la dimensione nazionale (giovedì 21 giugno, ore 14-19)
La democrazia riguarda oggi un’"agorà" sempre meno nazionale e sempre più globale, per il carattere trasnazionale di molti dei processi che essa dovrebbe regolare (dall’economia all’ambiente, alle migrazioni, alla sicurezza, alla salute, ecc.). C’e uno scarto crescente tra nazionalismo della politica e cosmopolitismo di altre dimensioni (per esempio di quella economica) che induce a porsi il problema della governance globale e specificamente dei global public goods. L’universalismo dei diritti, nel passaggio storico dalla problematica dei "crimini contro l’umanità" a quella dei "diritti umani", evolve dalla difesa contro i pericoli del totalitarismo nazionalista alla difesa contro i pericoli della globalizzazione economica e del deperimento dello stato nazionale. In questo ambito molte questioni vanno ridefinite: il ruolo degli stati-nazione e dei processi di integrazione continentale in questa sorta di denazionalizzazione della democrazia; la "via giudiziaria" da Norimberga alla Corte penale internazionale; la costruzione di una dimensione sopranazionale dei diritti; il ruolo dell’Europa dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea; il significato e il futuro del "modello sociale europeo". L’indivisibilità dei diritti fondamentali in una prospettiva globale dovrebbe indurre i paesi più ricchi a interrogarsi sulle proprie responsabilità nei confronti di quelli più poveri: doveri negativi - nel senso dell’evitare di fare danno ad altri, ad esempio, a causa di pratiche protezionistiche – oppure doveri positivi – nel senso di impegnarsi a prevenire i danni stessi – ? Come sostanziare i diritti, alla luce del riconoscimento delle diverse appartenenze culturali e dei possibili conflitti fra livelli elevati di tutela dei diritti – quali standard contro il lavoro minorile – e crescita per i paesi più poveri?
Introduzioni: Stefano Rodotà, Maria Vittoria Ballestrero
Laboratorio: Daniele Archibugi, Lucia Serena Rossi
Appendice: Le aree tematiche
Area "moralità della democrazia e filosofia politica"
Individuo, società, istituzioni
Valori e interessi: l’importanza di quadri normativi-istituzionali di fondo
Istituzioni: legittimità politica e giustificazione morale
Il costituzionalismo dell’Ottocento, quello del Novecento, quello odierno. Il personalismo cristiano e i diritti dell’uomo
Le classi dirigenti
I partiti politici
I diritti civili
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Diritti alla privacy, alla non discriminazione, al rispetto delle diverse concezioni del bene (questioni relative alla procreazione assistita, al multiculturalismo, a scuola pubblica vs. privata, …). La libertà di coscienza
I diritti sociali e le funzioni del welfare state
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Eguaglianza e libertà La moralizzazione della libertà.
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Eguaglianza e differenze. La differenza di genere
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Giustizia distributiva e etica del riconoscimento
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Cittadinanza sociale fra appartenenze locali, dimensione europea e dimensione globale
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Diritti di cittadinanza e responsabilità
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Il ruolo della sussidarietà orizzontale: gli spazi dell’economia civile
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Crescita e tutele sociali: contro la prospettiva dell’inevitabilità dei trade off
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Redistribuzione ex ante e redistribuzione ex post
Sfera pubblica, privatismo, privatizzazione. Sfera pubblica, democrazia procedurale, democrazia deliberativa. La polis dei moderni. Il modello dell’agorà. Democrazia "minima" versus dialogo democratico intorno al "bene comune"
Diritti di proprietà e tassazione
Mercati come istituzioni e peso dell’economia
Etica pubblica: rispetto delle regole o anche etica privata?
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Vi è uno spazio per il servizio civile?
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Il ruolo della responsabilità sociale d’impresa
Area "rappresentanze e governi"
Sistemi politici, partiti, parlamenti.
Il ruolo dei partiti nelle principali democrazie occidentali e gli strumenti di democrazia interna e nel rapporto con gli elettori
La comunicazione politica (statistica elettorale, sondaggi, impatto dei mezzi comunicativi di massa, ecc.). Le trasformazioni dei linguaggi e dei simboli
I governi oggi
Gli equilibri governi/parlamenti. Parlamentarismo, presidenzialismo, semipresidenzialismo
Government e governance (retoriche e realtà effettive).
La democrazia del bilancio (efficienza e qualità della spesa, legittimità delle entrate)
Le città, i territori, il federalismo. Le buone prassi di governo dei territori. I bilanci sociali. Le reti
La costituzione e le istituzioni europee
Idee per un governo della globalizzazione
Area "istituzioni e partecipazione democratica"
Consultori a Palermo
Centri anziani a Roma
Asili nido a Modena
Tribunali a Torino
Corsi universitari a Bologna
Centri di ricerca a Bari
Teatri popolari in Toscana
Festival inconsueti (di letteratura, filosofia, economia) in Italia