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Lelio Basso

 

Lelio Basso

Lelio Basso nacque a Varazze (Savona) il 25 dicembre 1903 da una famiglia della borghesia liberale. Frequentò il liceo Berchet a Milano, dove la famiglia si era trasferita nel 1916; nel 1921 si iscrisse alla facoltà di legge dell’Università di Pavia e al Partito socialista italiano. Studioso di dottrina marxista, fu vicino a Piero Gobetti durante l’esperienza di «Rivoluzione Liberale». Negli anni giovanili collaborò inoltre con «Critica sociale», «Il Caffè», «Avanti!», «Conscientia», «Quarto Stato» e «Pietre», rivista da lui diretta nel 1928, prima a Genova, poi a Milano. Nel 1925 si laureò in giurisprudenza con una tesi sulla concezione della libertà in Marx.

Nell’aprile 1928 fu arrestato a Milano e inviato al confino a Ponza, dove studiò per conseguire la laurea in filosofia. Tornato a Milano nel 1931, mentre esercitava la professione di avvocato, si laureò con una tesi su Rudolf Otto. Nel 1934 riprese l’attività politica dirigendo il Centro interno socialista, con Rodolfo Morandi, Lucio Luzzatto, Eugenio Colorni; tale attività fu interrotta per l’internamento nel campo di concentramento di Colfiorito (Perugia) dal 1939 al 1940, e poi ripresa. Dopo una lunga preparazione clandestina, il 10 gennaio 1943 partecipò alla costituzione del Movimento di unità proletaria (Mup), il cui gruppo dirigente era formato da Basso, Lucio Luzzatto, Roberto Veratti, Umberto Recalcati; dopo il 25 luglio il movimento si fonderà con il Psi nel Psiup, della cui direzione Basso entrò a far parte. Nel 1943, in dissenso con la linea del partito, diede vita al giornale clandestino «Bandiera rossa». Fino alla Liberazione partecipò attivamente alla Resistenza, fondando con Sandro Pertini e Rodolfo Morandi l’esecutivo clandestino Alta Italia del Psiup, di cui assunse la responsabilità organizzativa.
Dopo la Liberazione fu eletto vicesegretario del Psiup e nel 1946 deputato all’Assemblea costituente; fece parte della Commissione dei 75 incaricata di redigere il testo della Costituzione, contribuendo in particolare alla formulazione degli artt. 3 e 49. Deputato in tutte le legislature dal 1946 fino al 1968, fu poi eletto senatore nel 1972 e nel 1976. Nel 1946 fondò la rivista «Quarto Stato», pubblicata fino al 1950. All’atto della scissione saragattiana (1947), Basso assunse la segreteria del Psi, carica che conservò fino al congresso di Genova del giugno 1949. Nel 1951, essendosi opposto alla linea staliniana prevalente nel partito, non fu rieletto nella direzione; nel Congresso di Milano del 1953 non entrò nel Comitato Centrale, dove fu riammesso nel 1955, mentre nel 1957, al Congresso di Venezia, rientrò nella direzione e nella segreteria. L’anno successivo diede vita a «Problemi del socialismo» (tuttora in corso con la nuova serie dal titolo «Parolechiave»).
Nel dicembre 1963 pronunciò alla Camera la dichiarazione di voto, sottoscritta da altri 24 deputati dalla minoranza del gruppo parlamentare socialista, contro il primo governo di centro-sinistra. Sospeso dal partito, nel gennaio 1964 partecipò all’assemblea costitutiva del Psiup. Membro della direzione del nuovo partito, ne fu presidente dal 1965 al 1968, fino all’entrata delle truppe del Patto di Varsavia in Cecoslovacchia.
Fondatore e collaboratore di riviste internazionali, penalista di fama europea, fu membro del Tribunale internazionale presieduto da Bertrand Russell, creato per giudicare i crimini americani nel Vietnam. Nel 1973 promosse la costituzione di un secondo Tribunale Russell sulle repressioni in America latina e lavorò per la preparazione del Tribunale permanente dei popoli (costituito nel 1979, dopo la sua morte). Nello stesso 1973 diede vita a Roma alla Fondazione Lelio e Lisli Basso; nel 1976 alla Fondazione internazionale e alla Lega internazionale per i diritti e la liberazione dei popoli. Morì a Roma il 16 dicembre 1978.
Nella vita di Lelio Basso fu costante l’intreccio tra impegno intellettuale e ricerca culturale da una parte e, dall’altra, ricerca di uno strumento politico efficace; il tutto in una dimensione internazionale. Studioso e interprete di Marx, compì uno sforzo originale di rielaborazione della visione del socialismo attingendo a filoni di pensiero diversi, propri del pensiero democratico inteso in senso lato (la tradizione democratica francese e il “socialismo della cattedra” tedesco, il pensiero socialista italiano e gli austromarxisti). Avendo cominciato a leggere gli scritti di Rosa Luxemburg sin dagli anni del confino, fece opera instancabile di diffusone critica del suo pensiero in Italia.
Numerosissimi sono i saggi scritti da Basso per periodici o opere collettanee; tra i principali volumi: Due totalitarismi: fascismo e democrazia cristiana (Garzanti, Milano 1951); Il Partito socialista italiano (Nuova Accademia, Milano 1956); Il principe senza scettro (Feltrinelli, Milano 1958, riedizione 1998); Da Stalin a Krusciov (Edizioni Avanti!, Milano 1962); introduzione e cura di R. Luxemburg, Scritti politici (Editori Riuniti, Roma 1967; riedizioni: 1970, 1976); Neocapitalismo e sinistra europea (Laterza, Bari 1969); introduzione e cura di R. Luxemburg, Lettere alla famiglia Kautsky (Editori Riuniti, Roma 1971); introduzione e cura di Stato e crisi delle istituzioni (Mazzotta, Milano 1978); Socialismo e rivoluzione (Feltrinelli, Milano 1980); Scritti sul cristianesimo (Marietti, Casale Monferrato 1983). In occasione del centenario della nascita sono state pubblicate una raccolta di Scritti scelti, a cura di M. Salvati e C. Giorgi (Carocci, Roma 2003) e la Bibliografia completa, a cura di S. Luciani, con introduzione di E. Collotti (Olschki, Firenze 2003). Gli scritti di Basso sono ora consultabili sul sito www.leliobasso.it, realizzato anch’esso in occasione del centenario.

     

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