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Seminario di studi e di formazione sul Patrimonio Culturale: “Rischio, antropologia e patrimonio”

Seminario di studi e di formazione sul “Patrimonio Culturale”
 
Organizzato dalla Società Italiana per la museografia e i beni demoetnoantropologici (SIMBDEA), dalla Fondazione Lelio e Lisli Basso e dalla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, in collaborazione con la Scuola di specializzazione in Beni demoetnoantropologici di Perugia, Siena, Firenze.
 
Giornate di lavoro su “Rischio, antropologia e patrimonio”
 
Il seminario Patrimonio culturale, giunto al suo quarto anno, continua ad affrontare, in maniera interdisciplinare, il problema della identificazione, valorizzazione e fruizione dei beni culturali materiali e immateriali, a partire da attuali pesanti emergenze.
Si tratta infatti, prima di tutto, di comprendere, classificare  e “interpretare” nel loro plurimo significato gli “eventi drammatici” e le “avversità”. E tali evenienze possono essere tanto le classiche manifestazioni dei “disastri naturali” quanto le “catastrofi tecnologiche”.
Le prime - come i terremoti o le inondazioni - bene conosciamo perché sono storicamente “di casa”, anche se una inveterata abitudine ad esse offusca spesso la necessità di una più saggia previsione. Le seconde - sciagure aree, crolli di strutture, inquinamento - colpiscono in altra maniera, perché evocano l’inquietante figura umana dell’ “apprendista stregone”. Di conseguenza, la natura e la tecnologia  non appaiono più come mondi ordinari e prevedibili, anzi la forza degli eventi drammatici ne mostra l’intima “fragilità”, e rimanda alla necessità di ridiscutere il rapporto fra “senso comune” ed “eccezione”. 
Il seminario parte dall’assunto che la dicotomia natura-cultura o natura-tecnologia sia incapace di cogliere la profondità del rapporto che lega l’operato umano alle nervature e ai processi della “natura”. Le categorie di “disastro”o di “catastrofe” sono costrutti mentali (teorici e di senso comune) su cui interrogarsi, e si riferiscono ad eventi che non solo frantumano uno stato anteriore della realtà, ma, con il loro dispiegarsi, aprono il campo al senso del convivere attuale e al modo in cui i soggetti che condividono una cultura comune pensano, sentono agiscono nel proprio mondo. E come tali, antropologicamente, vanno interpretati.
I recenti disastri “naturali” italiani ci rendono sempre più consapevoli della complessità di tali eventi e della necessità di affrontarli da molteplici prospettive. Gli eventi drammatici (che Ernesto De Martino denominava “apocalissi culturali”) impongono l’attenzione sui temi centrali dell’ “abitare” e della “percezione culturale” del rischio e dell’ambiente; e, pertanto, richiedono di essere affrontati anche dal punto di vista architettonico/urbanistico, storico, economico-sociale, giuridico, psicologico, letterario.
Dopo un evento traumatico, il patrimonio intero di una popolazione e del suo territorio (della vita comune, della storia artistica e monumentale, della natura, delle rappresentazioni di umanità) è rimesso in discussione, accanto alla necessità dell’intervento neoabitativo o restaurativo. Ciò significa che è compito di una adeguata riflessione critica entrare nelle modalità con cui l’evento disastroso colpisce un assetto storico-culturale dato, lo trasformi e, con ciò, trasformi anche l’immagine soggettiva che gli abitanti e i residenti hanno del loro mondo.
Il seminario tratterà argomenti di largo respiro teorico, quali le categorie di “rischio”, “pericolo”, “catastrofe” e “resilienza” nelle teorie attuali della cultura come organizzazione; ma anche casi, recenti come l’Abruzzo del 6 aprile 2009, o anteriori come l’Umbra, la Valtellina, il Friuli, facendo parlare specialisti di varie discipline.
 
Il seminario si svolgerà per sette/otto incontri, presso la Fondazione Basso, il mercoledì dalle ore 15.30 alle 19.30, con inizio dal 27 gennaio 2010 e conclusione entro aprile 2010.
 
Il seminario è riconosciuto come corso di insegnamento M_DEA/01 per l’anno accademico 2009-2010 (prof. Alessandro Simonicca), dal titolo “Rischio, antropologia e patrimonio”, cfu 3, Laurea Triennale in Teoria e Pratica dell’Antropologia e Laurea Specialistica in Discipline Etnoantropologiche, della Facoltà di Lettere e Filosofia, dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Il seminario è anche riconosciuto come attività didattica, valida 2 cfu, dalla Scuola di Specializzazione in Beni Demoetnoantropologici di Perugia Siena Firenze, sia per il primo che per il secondo anno dei corsi.
Durante il seminario saranno fornite informazioni sulle modalità di acquisizione dei crediti didattici. La prima sessione utile di esami sarà quella del giugno 2010.
 
Seminari già fissati
 
27 gennaio 2010
Il terremoto a L’Aquila: pensare un patrimonio culturale.
Intervengono:
Antonella Nonnis, Legambiente
Tiziana Maffei, Coordinatrice Commissione Grandi rischi, ICOM-Italia
Anna Maria Reggiani, Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici per l'Abruzzo
Vittorio Sconci,  Dipartimento di Salute Mentale, ASL dell’Aquila
Eleonora Martini, il Manifesto
 
3 febbraio 2010
Rischio ambientale e intervento umano
Intervengono:
Jean-Sylvain Magagnosc, Dipartimento di Geografia, Università di Poitiers
Cristiano Pesaresi, Dipartimento di Geografia, Università di Roma “La Sapienza”
Mara Benadusi, Università di Catania
 
10  febbraio 2010
Esperienze friulane e sviluppo locale
Intervengono:
Alberto Gasparini, Università degli Studi di Trieste, Direttore dell’Istituto Internazionale di Gorizia (ISIG)
Everardo Minardi,  Università degli Studi di Teramo
 
17 febbraio
Percezione culturale, rischio e decisione: confronti di prospettive.
Una tavola rotonda fra antropologi, economisti e sociologi

Seminari da fissare (può cambiare solo l’articolazione interna)

3  marzo
Il terremoto a L’Aquila: lavori antropologici in corso
 
10 marzo
Il caso umbro
 
17 marzo
Percezione culturale e decisione
 
Seminari da definire
 
7 aprile
Rischio e sostenibilità
 
14 aprile
Videoregistrare catastrofi
I musei delle “catastrofi”
 
28 aprile
Tema e articolazione da definire

     

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