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[eBook] “La riforma costituzionale. Analisi critiche e argomenti per il NO”

La riforma costituzionale. Analisi critiche e argomenti per il NO

 

L’eBook è scaricabile qui.

 

Presentazione
di Fabrizio Mastromartino

L’esito della consultazione referendaria che si è svolta il 4 dicembre 2016, alla quale ha partecipato oltre il 65% dell’elettorato, ha scongiurato «l’instaurazione di un nuovo ordine costituzionale». La legge di revisione Renzi-Boschi, definitivamente approvata in sede parlamentare il 12 aprile 2016, è stata respinta dal 59,12% dei votanti. L’ennesimo tentativo di grande riforma della costituzione repubblicana – che interveniva su oltre 1/3 del testo – è stato così archiviato dal voto popolare e riconsegnato alle cronache della politica italiana.
Nelle settimane che hanno preceduto il referendum, in cui più acceso è stato il confronto pubblico sulla riforma, la Fondazione Basso ha organizzato il convegno dal titolo “La riforma costituzionale. Analisi critiche e argomenti per il NO”, che si è svolto a Roma il 15 ottobre 2016. L’invito, agli studiosi che vi sono intervenuti, era a riflettere sui contenuti delle modifiche proposte, interrogandosi sulla compatibilità con la funzione contromaggioritaria propria delle costituzioni – insostituibile strumento di garanzia dei diritti fondamentali e della separazione dei poteri – di una riforma che appariva «sbagliata, rischiosa e controproducente».
L’invito alla discussione ha sollecitato un’analisi critica di portata assai più ampia a confronto con l’angusta, e incerta, prospettiva da cui è sembrato muovessero i riformatori. La riforma toccava tali e tanti punti nevralgici dell’architettura istituzionale da lasciar ipotizzare che alle sue spalle vi fosse un’idea, quanto più possibile definita e coerente, di costituzione, della democrazia e della rappresentanza politica.
Ebbene, dagli interventi raccolti in questo volume, che riproducono le relazioni di cui gli autori hanno trasmesso i testi scritti, si comprende come la riforma difettasse di una coerente visione generale o come, al limite, rappresentasse nulla più di un progetto mosso da aspirazioni anti-costituzionali e anti-democratiche: insomma, un progetto di riforma incomprensibilmente irrazionale, tecnicamente incongruo, e potenzialmente così dannoso da poter essere stigmatizzato come eversivo.
Un «testo sgrammaticato e impresentabile dal punto di vista costituzionale», lo definì Stefano Rodotà già alla vigilia della presentazione del disegno di legge costituzionale al Senato della Repubblica (avvenuta l’otto aprile del 2014). Non ne censurava (solo) l’imperfezione tecnica, l’ineleganza formale, la confusione sintattica. Ne denunciava piuttosto, e soprattutto, la solare incompatibilità con la grammatica del costituzionalismo e della democrazia.
I testi qui raccolti – di Luigi Ferrajoli, Michelangelo Bovero, Francesco Pallante, Alessandro Pace e Valentina Pazè, e introdotti da Elena Paciotti – esplicano le ragioni di questo severo giudizio. Propongono un arsenale argomentativo essenziale che non ha il respiro corto della critica d’occasione, rivolta contro una riforma che, respinta nel referendum, è tornata ad essere solo un progetto non realizzato. Il valore di questi testi non si è esaurito con la bocciatura popolare della riforma, bensì risiede in quel lessico minimo della teoria costituzionale e democratica di cui essi sono una fulgida espressione e dal quale nessuno, tantomeno il futuro riformatore, può prescindere.

La registrazione integrale degli interventi svolti e il programma dell’intero convegno sono reperibili nel sito web della Fondazione Basso: https://archive.org/details/

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